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Riaprire con la forza delle immagini gli spazi chiusi di una città: Ferrara è pronta a ospitare la seconda edizione di ‘Riaperture’, il festival di fotografia in programma dal 6 all’8 e dal 13 al 15 aprile 2018. Autori da tutto il mondo, incontri e presentazioni, proiezioni e workshop, per una formula confermata dopo il successo nel 2017 con 1200 presenze, e che presenta diverse novità, prima fra tutte l’aumento della durata, passata a due weekend.

Il tema della seconda edizione è il ‘Reale’, che sarà sviscerato in molteplici direzioni da autori nazionali e internazionali. Saranno presenti in mostra al festival: Letizia Battaglia, Francesco Zizola, Oleg Oprisco, Antonio M. Xoubanova, Arimasa Fukukawa, Stuart Paton, Roberto Boccaccino, Camilla de Maffei, Marco Sconocchia, Nicolas Bruno, Arianna M. Sanesi, Alessandro Ruzzier, Lele Marcojanni. Così come Riaperture vuole interpretare la fotografia come chiave per riaprire spazi dimenticati della città, che diventano sedi espositive, il tema dell’edizione 2018 cerca di riaprire i concetti della realtà circostante e ribaltare le prospettive e i punti di vista. Reale è ciò che la fotografia fissa in modo onesto, crudo e senza sovrastrutture. Reale è la visione del fotografo, che costruisce una visione personale e artificiosa di ciò che ritrae, rendendola così altrettanto tangibile, quanto la realtà stessa. Dal fotogiornalismo che riproduce la realtà fedelmente, al surrealismo dell’immagine costruita dall’autore ma senza artifizi digitali, il Reale include il possibile e l’impossibile.

Dal 6 all’8 e dal 13 al 15 aprile, il programma espositivo propone importanti autori italiani e stranieri. Letizia Battaglia, una delle fotografe contemporanee più importanti al mondo, sarà a Ferrara con ‘Fotografie’, una selezione dei suoi migliori scatti su Palermo e non solo, e sabato 7 aprile alle ore 16.00 sarà protagonista di un incontro dove racconterà il suo lavoro e la sua vita. Francesco Zizola, già vincitore World Press Photo, porta ‘In the same boat’, lavoro realizzato su una nave di Medici Senza Frontiere impegnata nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo, ma con inedite immagini realizzate con cellulare e una nuova video-installazione, ‘The yellow line’, progettata per Riaperture. Aumenta la partecipazione di autori internazionali, con la presenza di Oleg Oprisco, giovane fotografo ucraino tra i migliori esponenti della corrente surrealista, Nicolas Bruno, che con ‘Parasomnia’ trasforma in immagini le visioni legate al disturbo della paralisi del sonno, e Stuart Paton con ‘Ersatz’, la sua Milano decodificata da luci e ombre. Grazie alla collaborazione con D.O.O.R., studio polifunzionale visivo di Roma, saranno a Ferrara anche Antonio M. Xoubanova, reduce dall’esperienza ad Arles, che proporrà ‘Graffiti’, parallelismo tra segni sui muri e linguaggio urbani odierni, e Arimasa Fukukawa, che in ‘Triny’ racconta la realtà di una storia d’amore interrotta soltanto dalla morte. Riaperture ospiterà Roberto Boccaccino e ‘Potenza 100’, tentativo di ricostruzione dell’immaginario visivo della Basilicata, selezionato da Domus tra i candidati al Premio Basilico 2018, Camilla de Maffei con ‘Delta’, inedito viaggio introspettivo nel delta del Danubio, Marco Sconocchia con ‘We could be heroes’, rappresentazione senza filtri della working class londinese ai tempi della Brexit, già pubblicata sul Guardian, le derive calviniane di Alessandro Ruzzier in ‘Custodia’, con le periferie viste di notte, e Arianna M. Sanesi con ‘I would like you to see me’, un lavoro sul femminicidio e la violenza sulle donne.

Riaperture propone tra le novità dell’edizione 2018 anche una storia inedita e interamente autoprodotta: ‘Agenzia Luce’ è il racconto di un’agenzia di stampa e sviluppo a Trieste, un artigianale esempio di successo che vive sul particolare rapporto tra Mauro e Valentina, in cui la chimica dello sviluppo riverbera nelle dinamiche lavorative, lente e accurate, e di vita. La storia è raccontata attraverso il video realizzato dal collettivo Lele Marcojanni, con le foto scattate da Riaperture all’interno dello studio e sviluppate e stampate proprio dalla stessa Agenzia Luce.

Il programma delle rassegne propone infine i selezionati del concorso fotografico nazionale, scelti dalla giuria composta da Massimo Mastrorillo (World Press Photo) e Giacomo Brini, presidente Ass. Riaperture. In palio premi offerti da Foto Pandini, e la possibilità di esporre durante i giorni del festival. ‘Autoritratti oggettivi’ è invece il progetto nella scuola media ‘I.C. Cosmè Tura’ di Ferrara (sede Barco), ideato e realizzato da Silvia Meneghini e Alice Pandolfi: tre classi (1a, 2 a e 3a media) coinvolte nella realizzazione di selfie ‘oggettivi’, ovvero con oggetti della propria realtà quotidiana, invece che con il proprio volto, rappresentati con la tecnica ‘flat lay’. Un progetto che attraverso la fotografia racconta come i giovani di oggi sono molto lontani da come vogliono far apparire sui social.

L’obiettivo di Riaperture Photofestival Ferrara è di riaccendere l’attenzione su luoghi pubblici o privati attualmente non in uso, per portare loro nuova energia: per questo le mostre saranno ospitate in sedi aperte per la prima volta alle immagini. La manifestazione sarà dunque dislocata a Factory Grisù, ex caserma dei Vigili del Fuoco ora consorzio di imprese innovative e oggetto di un percorso di rigenerazione, e a Palazzo Prosperi Sacrati, uno degli edifici storici più belli della Ferrara estense, situato al centro dell’Addizione Erculea e chiuso da anni. Altra (ri)apertura eccezionale sarà l’ex drogheria Bazzi, in piazza Municipale, chiuso da anni e in anteprima per Riaperture grazie a Kofler, la catena di ristoranti e birrerie che si è insediata nello stabile e inaugurerà il nuovo locale a luglio. Saranno riaperti per la prima volta dopo il terremoto del 2012 Palazzo Massari e l’adiacente Palazzina dei Cavalieri di Malta. E ancora, la chiesa di San Giuliano, in piazza della Repubblica, e Casa Niccolini, prossima a ospitare una nuova area della Biblioteca Ariostea. Infine, uno spazio commerciale al momento non in uso, situato nel centro storico di Ferrara in via Cortevecchia. Gli spazi aperti sono aumentati rispetto al 2017, grazie allo sforzo del Comune di Ferrara che ha concesso al pubblico luoghi oggetto di cantieri di ristrutturazione: sarà un festival ‘polveroso’, ma che entra direttamente nel vivo dei restauri della città post-sisma. Tutti i luoghi del festival saranno accessibili anche alle persone con disabilità.

Riaperture unisce l’indagine fotografica alla rigenerazione urbana, portando le immagini di artisti dalla portata internazionale e giovani ma già significativi autori in luoghi della città attualmente non in uso. Riaprire gli spazi della città e gli occhi di chi osserva la realtà, attraverso la fotografia, è l’obiettivo della rassegna fotografica. Due weekend che trasformeranno ancora una volta Ferrara in un collettivo laboratorio fotografico, grazie al ricco programma che comprende, oltre alle mostre, concorso, workshop, letture portfolio, visite guidate, talk, presentazioni, proiezioni e laboratori per bambini.

Sabato 7 aprile, alle ore 18 al Cinema Boldini, ci sarà in programma la proiezione di ‘Koudelka fotografa la Terra Santa’, un film di Gilad Baram, omaggio al grande fotografo e al suo lavoro. L’evento in collaborazione con Arci Ferrara. Venerdì 13 aprile, alle ore 21 a Ferrara Off, proiezione di ‘Monte Inferno’, film-documentario di Patrizia Santangeli sulla discarica di Borgo Montello, nel centro Italia. Sarà presente la regista.

Riaperture è il festival della fotografia che vuole mettere al centro di tutto i fotografi: saranno quindi proposti tre workshop diversi, tutti ospitati a Factory Grisù, per tre momenti decisivi nella formazione di un fotografo. ‘Raccontare’ è il workshop con Camilla de Maffei, che porterà la sua esperienza di El Observatorio, centro per la fotografia di Barcellona, per spiegare come si sviluppa un’idea fotografica. La fotografa Silvia Bigi spiegherà quali passi muovere nella realizzazione di un progetto con ‘Il progetto fotografico’. Infine, Alessandro Ruzzier porterà gli iscritti a fotografare la periferia di notte con ‘Custodia e altre città’.

Il programma, che si apre venerdì 6 marzo alle ore 10.00 con le mostre e sabato 8 aprile alle ore 10 con l’inaugurazione ufficiale nel cuore della manifestazione, a Factory Grisù, prevede anche letture portfolio: fotografi professionisti, curatori di mostre e progetti editoriali, photoeditor, saranno ospiti a Factory Grisù. Le letture saranno svolte da D.O.O.R. (Massimo Mastrorillo e Pamela Piscicelli), Sara Munari, Tommaso Parrillo, Sarah Carlet, Silvia Bigi, Arianna M. Sanesi, Niccolò Fano, Sandro Bini, Laura De Marco (Spazio Labo’), Nicolò Piuzzi.

Ricco anche il programma delle presentazioni: sabato 7 aprile alle 11.00 a Factory Grisù Francesca Ióvene e Jessica Soffiati presentano Camerae Magazine, rivista online che racconta dove avviene il processo creativo degli artisti; alle ore 16.00 Letizia Battaglia incontrerà il pubblico; domenica 8 aprile alle 11.00 a Factory Grisù D.O.O.R presenterà con Massimo Mastrorillo l’attività dello studio e il lavoro inedito di Antonio M. Xoubanova, per la prima volta presentata al pubblico, e alle ore 18.00 Francesco Zizola dialogherà con il pubblico. Sabato 14 aprile, alle ore 11, sarà presente il collettivo Synap(see), impegnato nell’indagine sui territori italiani, dedicandosi ogni anno ad una ricerca specifica, e alle ore 16.00 Spazi Indecisi, associazione romagnola autrice di un progetto e una mappatura in evoluzione per la rigenerazione urbana e culturale degli spazi in abbandono. Infine, nel primo weekend del festival saranno previste visite guidate di alcuni fotografi che racconteranno direttamente al pubblico le fasi del progetto esposto.

Sarà possibile acquistare il biglietto che dà diritto alla visione di tutte le mostre durante tutti i sei giorni del festival già online, sul sito ufficiale www.riaperture.com. Tra le agevolazioni previste, sconto per i possessori della MyFe Card. Tutto il programma aggiornato è consultabile su www.riaperture.com/festival/programma.

Riaperture è organizzato dall’associazione culturale omonima, fondata nel maggio 2016 da un gruppo di fotografi, professionisti e non, che si sono riuniti per cercare di portare a Ferrara qualcosa che prima non c’era: un festival di fotografia, innanzitutto, ma anche la spinta a riaprire attività commerciali abbandonate o spazi pubblici chiusi. «”Riaperture” – spiega il presidente dell’associazione Giacomo Brini – è un nome che sottolinea la volontà di riaprire una città e riaprire anche i nostri occhi sulla realtà circostante, attraverso la fotografia di qualità, con un festival organizzato grazie soprattutto alla passione volontaria degli associati».

Dal 17 al 19 marzo 2017 la fotografia riaccende quindi la luce su quella Ferrara che non si vede in cartolina o sui libri di storia: la Ferrara dell’ex caserme dei pompieri, dei cantieri di restauro, dei negozi chiusi, degli spazi in ristrutturazione. Quella Ferrara brulicante vita (passata o futura) che, fosse anche solo per sei giorni, tornerà a illuminarsi proprio grazie alla fotografia. Il festival Riaperture è fatto per chi «non vuole lasciarsi stare, dietro o davanti alla macchina fotografica», e risponde alla necessità di guardare alla realtà che ci circonda, sia locale che globale, con occhi nuovi. «Giudizi, valori, situazioni: tutto prende una luce diversa, più autentica e laterale, e la macchina fotografica diventa lo strumento per smuovere la terra sotto ai nostri piedi, vedere cosa c’è sopra, sotto, fuori, dentro».

Contatti

Giacomo Brini 3200152974 – Fabio Zecchi 34892115311

email stampa@riaperture.com

web www.riaperture.com

facebook facebook.com/riaperture

Orari e programma del festival

Apertura mostre venerdì 6, sabato 7, domenica 8, venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 aprile 2018, ore 10.00-19.00

Programma completo: www.riaperture.com/festival/programma

Ingresso del festival

Intero 13€ / Ridotto 10€*

* online, soci Riaperture, IBS+Libraccio, Arci, ACIS, Ferrara Off, YoungerCard, MyFe Card, studenti, over 65, disabili e accompagnatori. Ingresso gratuito per i bambini fino a 13 anni. In biglietteria verrà consegnato un braccialetto che darà l’accesso a tutte le mostre per i tre giorni del festival. Coloro che torneranno nel 2° weekend sprovvisti di braccialetto, possono riaccreditarsi in biglietteria presentando documento d’identità.

Tutti gli eventi a pagamento non inclusi nel biglietto sono segnalati nel programma.

Biglietteria e infopoint

Factory Grisù (via Poledrelli 21) – Ex drogheria Bazzi (piazza Municipale)

Programma mostre

Letizia Battaglia – Fotografie (Palazzina Cavalieri di Malta)

Francesco Zizola – In the same boat (ex drogheria Bazzi)

Oleg Oprisco – Personale (Chiesa di San Giuliano)

Antonio M. Xoubanova – Graffiti (Casa Niccolini)

Arimasa Fukukawa – Triny (Palazzo Prosperi Sacrati)

Stuart Paton – Ersatz (negozio via Cortevecchia)

Roberto Boccaccino – Potenza 100 (Factory Grisù)

Camilla de Maffei – Delta (Palazzo Massari)

Marco Sconocchia – We could be heroes (Factory Grisù)

Nicolas Bruno – Parasomnia (negozio via Cortevecchia)

Arianna M. Sanesi – I would like you to see me (Casa Niccolini)

Alessandro Ruzzier – Custodia (Palazzina Cavalieri di Malta)

Lele Marcojanni con Riaperture – Agenzia Luce (Palazzina Cavalieri di Malta)

Concorso nazionale (Factory Grisù)

I.C. Cosmè Tura Ferrara – Autoritratti oggettivi (progetto scuole) (Casa Niccolini)

Bio e abstract delle mostre: www.riaperture.com/festival/mostre

Foto in alta risoluzione di alcune delle opere degli artisti sono scaricabili all’indirizzo:

www.riaperture.com/file/riaperture2018-autori.zip

Luoghi del festival

Factory Grisù

via Poledrelli 21, Ferrara

La Caserma dei civici pompieri venne costruita su progetto dell’ing. Luigi Barbantini ed inserita in una ridisegnata trama viaria e degli spazi edificabili. Fu inaugurata il 28 ottobre 1930, ed abbandonata definitivamente nel 2004. L’edificio di via Poledrelli è uno degli elementi architettonici che, nella prima metà del XX secolo, ridisegnarono il “Rione Giardino”. La progettazione di questo quartiere rappresentò un esempio moderno di programmazione e di sviluppo di un’area all’interno delle mura.

Nell’agosto 2012 l’immobile è stato concesso dalla Provincia di Ferrara in comodato d’uso gratuito all’Associazione no profit “Grisù” che l’ha gestito fino al febbraio 2016, dando avvio al recupero degli spazi e alla selezione delle prime imprese che si sono insediate al suo interno. Il Consorzio Factory Grisù si è costituito a Ferrara nel febbraio 2016 con lo scopo di partecipare alla gara indetta dal Comune di Ferrara per la nuova gestione della factory creativa, ed è oggi il gestore dell’immobile fino al 2023.

Palazzo Prosperi-Sacrati

corso Ercole d’Este 23, Ferrara

Celebre edificio di Ferrara, posto di fronte al Palazzo Diamanti, al centro dell’Addizione Erculea disegnata dagli Estensi. Costruito nel 1493 da Francesco da Castello, archiatra di Ercole I d’Este, ha subito nel corso dei secoli modifiche significative: sono state demolite le due ali laterali e il cortile, su cui apre il loggiato rossettiano, è ridotto a una piccola striscia di terreno. L’interno ad oggi è in condizioni precarie in attesa di restauro.

ex Bazzi e Coloniali

Piazza Municipio 18-22, Ferrara

Sede dell’ex drogheria Bazzi e Coloniali, situata in pieno centro storico, proprio accanto al grandioso Scalone d’Onore costruito su progetto di Pietro Benvenuto degli Ordini come accesso al cortile d’onore del Palazzo Ducale Estense, oggi Piazza Municipale.

Storica attività commerciale ferrarese di generi alimentari d’importazione, dopo la chiusura dell’attività dei Grigioni alla fine degli anni ’90, i locali sono sempre rimasti serrati fino all’acquisto nel 2001 da parte del Comune. Solo un anno fa il prezioso stabile, strettamente tutelato dalla Soprintendenza, è stato concesso in gestione per valorizzazione al gruppo Kofler, una catena di birrerie e ristoranti di origine padovana, che con tutta probabilità inaugurerà entro fine anno.

Il locale è di origine rinascimentale con importanti valenze storiche. Testimonianze architettoniche e decorative sono state lasciate durante i secoli documentandone una complessa successione di fasi evolutive, come i dipinti murali e il soffitto a cassettoni del Quattrocento al primo piano scoperti durante i lavori di ristrutturazione.

Palazzo Massari

Corso Porta Mare 7-9, Ferrara

Eretto alla fine del Cinquecento e chiamato anticamente Palazzo Bevilacqua o Palazzo Rosso, venne commissionato dal conte Onofrio Bevilacqua nel 1591 tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea.

L’edificio è composto da due piani di altezza uguale, separati all’esterno da una cornice marcapiano in cotto che divide la facciata in due ordini, chiaramente distinguibili osservando le finestre che scandiscono il complesso architettonico.

Negli ultimi decenni del Settecento, in concomitanza con l’ampliamento dell’edificio, l’architetto Luigi Cosimo Bertelli trasformò gli orti retrostanti in un parco con giardini all’italiana e costruì l’attuale Palazzina dei Cavalieri di Malta, come dépendance in stile neoclassico.

Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità d’Italia il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari che dispose la trasformazione del parco in un giardino all’inglese.

Nel 1936 il complesso venne venduto dagli eredi dei Massari al Comune di Ferrara che, a partire dagli anni Settanta, vi allestì una collezione d’arte contemporanea ospitando tre importanti istituzioni museali civiche ferraresi: il Museo Giovanni Boldini, il Museo dell’Ottocento ed il Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis. In un edificio esterno è stato ricavato il Padiglione d’arte contemporanea, adibito a sede di esibizioni temporanee.

A causa del terremoto del maggio 2012 Palazzo Massari venne dichiarato inagibile e conseguentemente svuotato di tutte le opere all’interno, da allora è chiuso per lavori di restauro. Una parte delle opere del Museo Giovanni Boldini e del Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis sono al momento visibili presso il Castello Estense.

Palazzina Cavalieri Di Malta

Corso Porta Mare 7-9, Ferrara

La storia di Palazzo Cavalieri di Malta è legata indissolubilmente a quella di Palazzo Massari. Tra il 1775 ed il 1785 per volere del marchese Camillo Bevilacqua Cantelli, Palazzo Rosso venne ampliato con l’annessione di una nuova costruzione più bassa, Palazzina Bianca. Considerata uno dei pochi esempi di architettura neoclassica a Ferrara, la struttura fece poi da sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta su scelta di Leone XII per preservare questi ultimi dall’avidità di chi mirava ad occupare l’isola di Malta. Nel 1826 i Cavalieri presero alloggio nella Palazzina Bianca, dove impiantarono la cancelleria e svolsero la loro azione con lo spirito che li aveva animati per secoli nella difesa della fede cristiana. Qui rimasero per otto anni, fino al 1834, modificando la denomiazione della struttura a Palazzo dei Cavalieri di Malta. Oltre a questa, tante sono le testimonianze storiche che evidenziano il passaggio del famoso Ordine religioso a Ferrara, prima di stabilirsi definitivamente a Roma a seguito della tempesta napoleonica.

Dal 1936 il complesso seguì quelle che furono le sorti di Palazzo Massari: dapprima venduto al Comune, poi anch’esso sede dei Musei d’arte moderna e contemporanea ferraresi, tra cui il Padiglione esterno destinato alle esposizioni temporanee, protagonista di un’intrigante fatalità. Il 20 maggio del 2012 venne inaugurata la mostra Memorie Liquide del fotografo italo-palestinese Mustafa Sabbagh, stessa sera in cui avvenne il sisma che rese inagibile l’edificio fissando inevitabilmente anche l’epilogo dell’esposizione. Chiuso in occasione di una mostra fotografica, Palazzo Cavalieri di Malta riapre per la prima volta dopo quasi sei anni proprio in occasione di una mostra fotografica.

Casa Niccolini

Via Romiti 11-13-15, Ferrara

Fabbricato di origine medievale trasformato nel corso del XIX e nel XX secolo, quando assunse l’aspetto attuale. Lo storico edificio, fin dal 1669, è dotato di un cortile interno e di due corpi di fabbrica notevolmente modificati nel corso degli anni ma ancora riconoscibili.

Come ricorda la targa posta a tutt’oggi sulla facciata, la casa acquisì interesse storico come dimora di Pietro Niccolini (1866 – 1939), fondatore della Società Dante Alighieri, sindaco della città, nonchè giornalista e saggista di spicco nella Ferrara di fine Ottocento e inizio Novecento. Niccolini alla sua morte lasciò l’immobile all’Opera Pia “Lascito Niccolini”, da lui fondata presso la Cassa di Risparmio di Ferrara poco prima di spegnersi. Solo alla fine degli anni ’80 il Comune di Ferrara decise di acquistare Casa Niccolini nonostante il pessimo stato di conservazione, peggiorato ulteriormente dagli eventi sismici del 2012.

L’edificio al momento è sottoposto a lavori di ristrutturazione ma presto sarà annesso alla Biblioteca Ariostea. La destinazione prevista per la nuova ala della storica biblioteca sarà duplice: in parte deposito di oltre tredicimila volumi, ed in parte nuova sede della sezione dedicata ai ragazzi, con l’aggiunta di spazi appositi per la lettura e per le attività didattiche.

Ex negozio via Cortevecchia

via Cortevecchia 18 b/c, Ferrara

Bottega, ex sede di attività commerciale, inserita nel contesto urbano del centro storico, appena fuori dalla centralissima piazza Trento Trieste, in cui si trova il Duomo ed a pochi passi da Piazza Cortevecchia. Nel XVI secolo questa piccola piazza ospitava la Sala Grande del Teatro di Alfonso II d’Este che venne in seguito demolito per fare spazio ad edifici di servizio alla corte. Nel XIX secolo Piazza Cortevecchia, da cui il nome della via, ospitò una caserma dei pompieri, tramutata poi in un mercato del pesce in stile littorio nel 1930 circa dall’ingegnere Carlo Savonuzzi, a loro volta demoliti negli anni ’60.

Oggi la piazza ospita un parcheggio ed è direttamente collegata a via Garibaldi. A breve distanza, spostandosi su via Cortevecchia, si può arrivare al Vicolo dei Duelli, punto caratteristico della Ferrara medievale.

Nonostante l’ottima collocazione sia urbanistica che commerciale, negli ultimi anni risente della crisi delle peculiarità commericiali delle botteghe tradizionali, cambiando spesso gestione e restando inutilizzato per lunghi periodi.

Chiesa San Giuliano

Piazza della Repubblica, Ferrara

Nei pressi del castello Estense, in Piazza della Repubblica all’angolo con Largo Castello, si trova la piccola chiesetta di San Giuliano.

Curioso il fatto che già nel XIII secolo esistesse una chiesa parrocchiale dedicata a san Giuliano, ma questa venne demolita nel 1385, quando prese il via l’edificazione del Castello Estense attorno alla Torre dei Leoni. Qualche anno più tardi, nel 1405, con gli stessi mattoni e materiali, il marchese Niccolò II ordinò la ricostruzione della chiesa nell’odierna posizione, l’epigrafe in versi latini sulla fiancata ne è la testimonianza.

Oltre alla doppia edificazione della struttura ecclesiastica è interessante la storia del santo cui è dedicata, San Giuliano. Secondo la leggenda di origine nordica Giuliano era giovane facile all’ira. Una mattina rientrò in casa dopo una battuta di caccia notturna e trovò nel suo letto una donna ed un uomo. Pensando fossero la moglie e un amante li uccise, scoprendo poi che erano invece la madre e il padre, giunti per fargli visita. Schiacciato dai sensi di colpa finì per redimersi dai suoi peccati iniziando una lunga peregrinazione attraverso la penisola italiana, assistendo viandanti e pellegrini per tutto il resto della sua vita e trovando infine la beatificazione. San Giuliano per queste vicende è l’Ospitaliero, patrono degli albergatori e sulla facciata della chiesa ferrarese si trova infatti un altorilievo degli inizi del XV secolo raffigurante parte di questa sua insolita storia.

Inconsueto anche il racconto che si nasconde dietro lo stemma al di sopra del portone d’ingresso col motto Dio lo vuole, il quale ci insegna che probabilmente si tratta di una chiesa templare. Alcune lettere infatti documentano che al suo interno si svolgevano incontri e ritualità legate alle iniziazioni dell’Ordine templare e che Ferrara li difese quando furono perseguitati.

Come molti degli edifici di culto ferraresi di piccole dimensioni, anche San Giuliano ha subito grandi trasformazioni. Gli interni furono completamente rimaneggiati nel XVIII secolo secondo i gusti dell’epoca. La piccola chiesa ospitava opere di Bartolomeo Solati (allievo del Guercino), Tommaso Malmignati, Giacomo Bambini, Cesare Cromer, Giuseppe Menegatti, Gian Paolo Grazzini, Filippo Porri; sul soffitto è raffigurata la Vergine in gloria e i Santi Giuliano, Eligio, Andrea e Luca eseguita dall’Ettori e dal Baseggio durante gli ammodernamenti degli interni approntati nel Settecento.

Nel 1796 la chiesa cessò di essere officiata e restò chiusa per vari anni finchè non fu restaurata e ripulita esternamente nel 1895 con un radicale intervento di ritorno all’antico.

Oggi proprietà dell’arcidiocesi, a causa del terremoto dell’Emilia San Giuliano è attualmente in fase di restauro e buona parte delle opere in essa contenute è stata trasferita.

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