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Il Trailer del Film (1960)

L’appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, è per sabato 15 settembre a partire dalle ore 21 in Corso Martiri della Libertà presso il muretto di Castello Estense (in caso di maltempo la proiezione avrà luogo nella sede del teatro comunale “Claudio Abbado”) dove saranno allestiti il maxischermo e circa quattrocento posti a sedere.

Un evento di particolare significato per rendere omaggio a dieci anni dalla scomparsa ad un maestro del cinema che ha fatto conoscere nel mondo la nostra città attraverso la sua passione e il suo impegno dietro la macchina da presa.

Sarà infatti tutta dedicata a Florestano Vancini, in occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 18 settembre 2008, la serata organizzata dall’Istituto di Storia Contemporanea in collaborazione con il l Comune di Ferrara e, con il contributo del Comitato Nazionale Celebrazioni del Centenario della nascita di Giorgio Bassani, che vedrà la proiezione del capolavoro del regista ferrarese, “La lunga notte del ’43”, in Corso Martiri della Libertà, lungo il muretto del Castello che settantacinque anni fa è stato il teatro dell’eccidio fascista.

Una scena del Film

Episodio sanguinoso, il primo eccidio di guerra civile, a cui il giovane Florestano, all’epoca diciasettenne, assistette con sgomento, tanto da rievocare quel doloroso ricordo, attraverso il racconto “Una notte del’43” di Giorgio Bassani, oltre un decennio dopo.

Il lungometraggio non ebbe vita facile: subì diverse pressioni durante la realizzazione per via della tematica affrontata ancora assai sensibile durante gli anni Cinquanta: italiani che uccidono italiani. Nonostante le difficoltà, il film arriva nelle sale nel 1960 ottenendo un grande successo e il premio opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia di quell’anno.

La passione civile e l’amore per la storia di Florestano Vancini ha influenzato buona parte dei suoi lavori, si pensi a Il delitto Matteotti del 1973, a Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972), o ancora La neve nel bicchiere (1984) o l’ultimissimo omaggio alla sua Ferrara nel 2005, E ridendo l’uccise.., un amaro viaggio tra ipocrisie e vendette nell’epoca estense.

Seppe anche precorrere i tempi: esempio ne è Le stagioni del nostro amore (1966), un intreccio tra storia personale del protagonista e storia collettiva che mette in risalto lo scialbare delle speranze giovanili nate dalla Resistenza. Pochi mesi prima di morire, il 16 maggio del 2008, ricevette dall’Università di Ferrara la laurea honoris causa in Filosofia, fu l’ultimo saluto alla sua città.

In quell’occasione pronunciò una lectio magistralis, dal titolo eloquente ‘La storia come passione civile’, incentrata sulle sue origini familiari che sono strettamente collegate alla storia del nostro territorio: “So che alla radice del mio lavoro, compiuto o incompiuto, c’è il mondo in cui sono nato. […] Mio padre aveva una convinzione: che tutti i guai del mondo derivassero dall’ignoranza e della propria era assolutamente consapevole. Non conosceva la parola ‘cultura’, usava la parola ‘istruzione’. […] Per questa convinzione voleva che i suoi figli e i suoi nipoti che ne avessero ancora la possibilità si istruissero, anche a costo di sacrifici”.

Prima della proiezione Interverranno il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, il presidente del Comitato Nazionale Celebrazioni del Centenario della nascita di Giorgio Bassani, Daniele Ravenna e il professor Alberto Boschi del Dipartimento di Scienze Umane di Unife, la figlia del regista Gloria Vancini; coordinerà l’incontro Anna Quarzi, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea.

Durante la serata sarà possibile acquistare in anteprima la versione aggiornata della sceneggiatura originale de “La lunga notte del ’43” curata dall’Istituto di Storia Contemporanea (edizione La Carmelina) e già pubblicata nel 1993 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Eccidio Estense per i tipi di Liberty House.

 

 

Un Poster del Film

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