shadow

L’origine architettonica del Castello di Ferrara risiede in un’antica torre di avvistamento già esistente all’inizio del XIII secolo ed inserita lungo la cinta muraria difensiva che allora delimitava la città medievale verso nord.

Le caratteristiche architettoniche di questa massiccia torre erano molto semplici: aveva pianta quadrata ed era costruita in mattoni.

Ogni piano interno consisteva in un solo ambiente ed i solai erano sorretti da volte a botte in muratura. All’esterno le pareti si presentavano con una zoccolatura rastremata e piccole finestre incorniciate in pietra, protette da inferriate. Come le torri duecentesche emiliane e venete, non possedeva un coronamento a beccatelli aggettanti ma le merlature erano direttamente appoggiate sui muri perimetrali; la copertura era a quattro falde in coppi di laterizio su struttura portante a vari ordini in legno.

La Torre era situata accanto alla Porta dei Leoni in posizione leggermente avanzata.

Dopo che Obizzo II d’Este, nel 1264, fu proclamato signore di Ferrara gli Estensi scelsero di erigere il loro palazzo sui terreni antistanti il Duomo nella zona nord della città.

A metà del trecento erano proprietari di un ampio quartiere che giungeva sino alle mura ed in quegli anni intervennero sulla Torre di avvistamento trasformandola in una Rocca possente a maggior difesa della porta dei Leoni ed anche delle loro proprietà e del loro potere.

La trasformazione fu effettuata erigendo un incamiciamento murario che dalle fondamenta saliva fino al primo piano e veniva a costituire attorno alla Torre un anello di spalti adatti ad accogliere artiglierie e macchine belliche. I quattro angoli, rinforzati da un maggior spessore murario, si presentavano come quattro piccole torri collegate tra di loro da un paramento suddiviso in tre arcate cieche.

Nell’intercapedine tra la vecchia torre ed il nuovo paramento esterno vennero ricavati corridoi di collegamento orizzontale ed una rampa di servizio adatta alla risalita degli animali utilizzati per il trasporto degli armamenti e delle munizioni.

La Rocca era circondata su tutti i lati da un fossato difensivo alimentato dal canale esterno alle mura.

La zoccolatura della Rocca era decorata da un cordolo in pietra a torciglione diamantato, che agli angoli mostra ancora piccoli scudi con raffigurate due imprese estensi: l’aquila, emblema araldico della famiglia, e la ruota simbolo del marchese Nicolò II.

Gli spalti del primo piano erano protetti da merlature e nei muri si aprivano strette feritoie, tipiche della tecnica militare corrente.

Alcune di queste aperture permettevano sia il tiro radente delle bocche da fuoco lunghe sia quello parabolico delle corte, cioè delle bombarde e dei mortai.