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Introduce e coordina Alberto Andreoli
Intervengono Claudio Gualandi, Filippo Govoni, Gina Nalini Montanari, Andrea Nascimbeni, Giulia Vullo.

Oltremodo poliedriche la figura e l’opera di Carlo Bassi (Ferrara, 1923 – Milano, 2017) sulle quali ci siamo proposti di richiamare l’attenzione. All’inizio degli anni ’40, incoraggiato da Cesare Cattaneo, il futuro architetto si trasferì non ancora ventenne a Milano per completare, presso il Politecnico, la propria formazione.

Nella città lombarda, «dove in quegli anni si faceva l’architettura moderna», egli si stabilì e vi esercitò la sua pluridecennale attività di “architetto militante”. Arriso dal successo, il professionista non fu dimentico delle proprie origini e, seppur lontano, si conservò verso la “patria di natura” leale, devoto e servizievole cittadino. A Ferrara “radiosa” e “magnetica”, alle sue vie, piazze, pietre e lapidi, e alle sue stratificate storie, devolse – “normalista” mancato – pagine e versi di pura poesia.

Per il ciclo “Non solo arte – Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso” (3a ed.), in collaborazione con il Centro Italiano di Studi Pomposiani, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “B. Giovanni Tavelli da Tossignano” di Ferrara e la Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria.