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Dal 14 dicembre al 22 aprile 2019

Dal 13 dicembre, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara presenta dieci sale interamente rinnovate.

In una nuova sala del percorso è allestita la mostra “Cantieri paralleli – Lo studiolo di Belfiore e la Bibbia di Borso, 1447-1463”, curata da Marcello Toffanello, dedicata allo studiolo di Belfiore e alla Bibbia di Borso d’Este, uno dei manoscritti rinascimentali più celebri al mondo.

L’illustrazione della Bibbia, realizzata da un’équipe di miniatori guidata da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, ha costituito uno dei due cantieri artistici nel quale è stato forgiato lo stile della scuola ferrarese del Rinascimento.

L’altro straordinario cantiere che vide impegnata la committenza estense e gli artisti ferraresi a metà XV secolo fu lo studiolo di Belfiore, ambiente voluto per la prima volta da Leonello d’Este come luogo dedicato alla meditazione e ai piaceri intellettuali. Il progetto iconografico di Guarino prevedeva la decorazione dello studiolo con immagini di muse.

Insieme alla Bibbia di Borso d’Este sono esposte due tra le sopracitate muse, Erato ed Urania, che appartengono alla collezione della Pinacoteca, cui si affianca un altro illustre ospite, ovvero la tavola raffigurante la musa Polimnia, proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino.

Una selezione di medaglie rinascimentali, monete e gemme antiche provenienti dalle raccolte della Galleria Estense di Modena ricorda come lo studiolo fosse anche luogo dedicato all’accumulo e all’esposizione delle prime collezioni umanistiche. Un touch screen realizzato da FrameLAB, laboratorio del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, permette inoltre al pubblico di visitare virtualmente lo studiolo, ammirando e interrogando le misteriose muse che lo abitavano.

Gli stessi materiali informativi, arricchiti da vari approfondimento, sono inoltre disponibili nel sito web https://patrimonioculturale.unibo.it/studiolobelfiore/

Una seconda postazione multimediale consentirà di sfogliare virtualmente la Bibbia per intero.

Le rinnovate sale della collezione permanente permettono di ammirare di nuovo le opere di Gentile da Fabriano, Mantegna, Cosmè Tura, ed Ercole de’ Roberti, in un percorso espositivo che condurrà il visitatore attraverso le vicende della pittura ferrarese dal Trecento al Settecento. Un esaustivo sistema di apparati informativi, fra cui ricostruzioni grafiche di complessi dispersi, suggerirà una nuova lettura della storia collezionistica, della funzione originaria e dell’evoluzione di tipologie di opere come la pala d’altare.

Una nuova sala è dedicata all’approfondimento delle tecniche artistiche, con apparati didattici e multimediali realizzati dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’arte.

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