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Verrà ufficialmente avviato il 22 gennaio 2018 con l’allestimento delle protezioni, quindi partiranno i lavori edili il 26 febbraio con un investimento totale di oltre 2 milioni e 900mila euro grazie a fondi regionali per la ricostruzione post sisma e fondi comunali da rimborsi assicurativi.

La conclusione del cantiere è prevista entro la fine del 2019, ma già nella prossima estate si procederà alla riapertura della parte Trecentesca dell’edificio, con l’allestimento di una mostra dedicata al patrimonio di statue antiche ferraresi. Sarà invece sempre fruibile per tutta la durata dei lavori il punto ristoro e parte del giardino di Palazzo Schifanoia. 

LA SCHEDA (a cura del Servizio Beni monumentali del Comune di Ferrara)

Lavori di riparazione e miglioramento strutturale post sisma Palazzo Schifanoia di Ferrara

Responsabile e Servizio di riferimento – Responsabile del Procedimento in fase di Progettazione: Ing Luca Capozzi

Responsabile del Procedimento in fase di Esecuzione: Arch. Natascia Frasson

Servizio Beni Monumentali e Centro Storico
Settore Opere Pubbliche e Mobilità

> Obiettivi dell’intervento
Nell’ambito del programma di recupero delle Opere Pubbliche e dei Beni Culturali danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, l’Amministrazione Comunale della Città di Ferrara – in coordinamento con la Regione Emilia Romagna – ha individuato, tra gli interventi urgenti, la riparazione e il miglioramento strutturale di Palazzo Schifanoia di Ferrara. 
Per rendere nuovamente visitabile il Salone dei Mesi e l’adiacente Sala degli Stucchi sono stati eseguiti interventi localizzati di consolidamento e risarcitura di lesioni murarie e di controllo/restauro specialistico degli apparati decorativi delle due importanti sale; questi interventi hanno reso possibile nella primavera del 2013 la riapertura del Palazzo a cittadini e turisti, seppure per tale limitata porzione dell’ala quattrocentesca.
Il processo di conoscenza dello stato attuale dell’edificio, svolto attraverso il rilievo e l’analisi della configurazione strutturale e materico dell’edificio e del quadro fessurativo conseguente agli eventi sismici del maggio 2012, ha portato in evidenza la vulnerabilità dell’intero edificio; sono stati previsti di conseguenza interventi strutturali mirati al ripristino dei danni subiti e un insieme diffuso di interventi di rafforzamento che consentano di ottenere un miglioramento della risposta sismica locale e globale dell’intero edificio. 
Connesse a questi, ma concepite e quantificate per ottenere un ragionevole “compromesso” tra nesso di causalità con le opere strutturali e qualità finale complessiva del recupero degli ambienti del prestigioso palazzo, sono state definite le opere architettoniche ed impiantistiche. 
La necessità di intervenire sull’edificio per ripristinare i danni provocati dal sisma ha dato l’occasione alla Direzione del Museo di Schifanoia di ripensare la funzionalità museale. Secondo tale visione gli spazi espositivi della fabbrica trecentesca e degli straordinari ambienti del piano nobile si ampliano a comprendere ulteriori stanze dell’ala quattrocentesca.
Gli interventi architettonici che muovono da questa nuova impostazione comprendono il recupero di una serie di ambienti – con in particolare il restauro e la valorizzazione dei lacerti di pitture murali riemerse dai saggi stratigrafici eseguiti negli spazi che di quella che fu storicamente la “Stanza della Loggia” e del soffitto ligneo di questa ed altre stanze seguenti attualmente nascosti da “controsoffitti” in canniccio -, i sistemi di superamento delle barriere architettoniche, la dotazione di servizi igienici.

> Descrizione dell’intervento
Tra gli interventi strutturali previsti, oltre alle opere di riparazione e ripristino quali iniezione delle lesioni, scuci-cuci, cuciture armate, ristilatura dei giunti di malta, si evidenzia l’irrigidimento diffuso dei solai lignei di piano e di sottotetto, il consolidamento delle travi composte e l’inserimento di catene.
E’ previsto anche il tamponamento strutturale di aperture esistenti, in particolare sulla facciata nord, per integrare i maschi murari esistenti ed ottenere un miglioramento del comportamento statico e sismico delle pareti trattate.
Considerata l’impossibilità di operare sui pannelli murari portanti, diffusamente decorati ed affrescati, se non con interventi localizzati e poco invasivi atti alla riparazione delle lesioni, gli interventi interessano principalmente gli orizzontamenti e prevedono irrigidimenti nel piano e connessioni diffuse alle murature portanti al fine di ripartire al meglio gli sforzi su tutte le murature ed allo stesso tempo di impedire meccanismi locali per ribaltamento fuori dal piano.
I solai del piano nobile verranno irrigiditi con doppio tavolato disposto in diagonale, ancorato in corrispondenza dei travetti, e connesso alle murature mediante profili metallici perimetrali tassellati. Per le travi composte saranno previsti profili metallici estradossali di connessione e “cinture metalliche” esterne di confinamento per contrastare il distacco reciproco tra i vari elementi che le costituiscono. 
Nei solai del sottotetto dell’ala quattrocentesca, ove non è possibile inserire il doppio tavolato, saranno realizzate reticolari di piano.
I solai in laterocemento presenti nel sottotetto dell’ala trecentesca saranno rinforzati con una soletta in micro calcestruzzo fibrorinforzato. 
Tutti gli interventi di irrigidimento dei solai riusciranno pertanto a limitare gli spostamenti relativi dei due corpi edilizi ( trecentesco e quattrocentesco) in aggregato. 
Le importanti decorazioni architettoniche delle sale del piano nobile, ed in particolare lo straordinario ciclo pittorico del Salone dei Mesi, impongono un “progetto di prevenzione/protezione” volto ad evitare qualsiasi possibilità di danno conseguente ai previsti interventi strutturali, architettonici, impiantistici, da eseguirvi all’interno. 
Questa prioritaria necessità di tutelare pitture murali, stucchi, soffitti lignei decorati, in tutte le fasi dei lavori – di rimozione dei pavimenti e dei sottofondi esistenti, di consolidamento strutturale dei solai, di ripristino degli impianti con aggiornamento e miglioramento degli standard ambientali (in funzione della conservazione delle opere storico-artistiche), di realizzazione dei nuovi pavimenti – ha portato alla scelta di procedere separatamente rispetto all’appalto principale, ovvero con affidamento dell’esecuzione delle opportune opere di protezione preventiva, di controllo e assistenza durante i lavori, di disallestimento delle opere protettive e di pulitura, a laboratori di restauro altamente qualificati che hanno già restaurato dette sale del piano nobile e che quindi ne conoscono specificatamente le problematiche.
Il relativo fondo è stato inserito nelle somme a disposizione del Quadro tecnico economico dell’intervento a carico del contributo dell’Assicurazione.

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