shadow

Capolavoro dell’arte romanica, l’Abbazia si annuncia in lontananza con il suo svettante campanile.

La Chiesa fu fondata nel secolo VI e dalla metà del secolo IX iniziò a formarsi la prima comunità monastica benedettina, che raggiunse il suo massimo splendore dopo l’anno Mille, quando la giurisdizione spirituale e politica dell’abate si estese su tutte le località circostanti.

Pomposa possedeva una delle più vaste biblioteche del tempo e fra

Aula Capitolare: affreschi del XIV secolo. Al centro la Crocifissio- ne, con ai fianchi i ritratti di San Benedetto e di San Guido, abate di Pomposa. Ai lati, ritratti monocromi di profeti.

refettorio: sulla parete di fondo si trovano tre affreschi molto ben conservati.

Museo Pomposiano: posto in una sala del primo piano, contie- ne reperti decorativi dei tanti ambienti abbaziali scomparsi.

Capitelli finemente scolpiti in varie fogge, plutei e pannelli marmo- rei con animali mitici, frammenti di affreschi e di maioliche.

Tra i personaggi che la resero illustre, si ricordano il santo abate Guido degli Strambiati il quale impresse alla vita del monastero una nota di grandissima austerità. Guido da Pomposa fu inventore della mo- derna trascrizione musicale.

Nel XV sec. la maggior parte dei monaci si trasferì a Ferrara, dove il duca Ercole I aveva costruito appositamente per loro un nuovo monastero.

ESTERNO

Il primo edificio è la Chiesa di Santa Maria, preceduta da un portico a tre archi, riccamente decorato in cotto e marmo e con l’inserimen- to di maioliche multicolori. Particolarmente eleganti appaiono due finestre circolari chiuse da preziose transenne in pietra scolpite a figure fitomorfe e animali.

Alla sinistra di chi guarda una grande lapide bianca ricorda i grandi lavori di rinnovamento del convento eseguiti sotto l’abate Giovanni Vidor (1148-1161).

A lato della chiesa si eleva il campanile , alto 48 metri, eretto nel 1063 dall’architetto deusdedit.

È diviso in nove moduli, ciascuno dei quali, dal basso verso l’alto, presenta finestre sempre più larghe e numerose che conferiscono all’edificio una particolare leggerezza e uno slancio verso l’alto sottolineato dall’alta copertura a cuspide.

Il paramento in mattoni rossi e gialli conserva rarissimi inserti di baci- ni ceramici (18 quelli antichi, gli altri di epoca moderna) con disegni di alberi, pesci, uccelli e fiori: sono databili al secolo XI e provengono da vari paesi mediterranei, come l’Egitto, la Tunisia e la Sicilia.

Sul lato opposto rispetto al campanile si trova un cortile di cui so- pravvivono oggi solo tre lati.

Di fronte al chiostro si trova il Palazzo della ragione , dove l’a- bate amministrava la giustizia nei suoi feudi: un edificio con funzio- ne non religiosa e per questo già in origine staccato dagli altri.

INTERNI

Nonostante la perdita, nel corso dei secoli, di molte strutture dell’antica abbazia, è possibile ancora oggi visitare numerosi ambienti riccamente decorati.

Chiesa di Santa Maria: l’interno è diviso in tre navate da due file di colonne di stile ravennate-bizantino, sormontate da elaborati capitelli e da pulvini. Di grandissimo pregio è il pavimento eseguito in differenti epoche (dal VI al XII secolo).

La zona dell’abside fu decorata nel XIII secolo da Vitale da Bologna.

Al centro il Cristo in trono nella mandorla della luce ultraterrena; attorno a lui gruppi di angeli. Ai lati della rappresentazione due gruppi di santi. Sotto il catino si trova una fascia con ritratti di santi e più in basso una seconda fascia con le storie della Vita di Sant’Eustachio.

Lungo le pareti laterali della navata centrale corre una ricchissi- ma decorazione a fresco del XIII secolo, disposta su tre fasce: la più alta rappresenta scene del Vecchio Testamento, la mediana scene del Nuovo Testamento e la più bassa, posta all’altezza degli archi, scene dell’Apocalisse di San Giovanni.

La parete di controfacciata è decorata da un grande Giudizio Universale.

Aula Capitolare: affreschi del XIV secolo. Al centro la Crocifissio- ne, con ai fianchi i ritratti di San Benedetto e di San Guido, abate di Pomposa. Ai lati, ritratti monocromi di profeti.

refettorio: sulla parete di fondo si trovano tre affreschi molto ben conservati.

Museo Pomposiano: posto in una sala del primo piano, contie- ne reperti decorativi dei tanti ambienti abbaziali scomparsi.

Capitelli finemente scolpiti in varie fogge, plutei e pannelli marmorei con animali mitici, frammenti di affreschi e di maioliche.