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“Di finezza e pulitezza tanto perfetta”: Antonio e Bernardo Rossellino a Ferrara
Esposizione al Museo della Cattedrale fino all’8 gennaio 2018.

L’imperdibile ciclo ha assunto i connotati mutevoli e sorprendenti di una vera e propria riscoperta. Non solo la possibilità di assistere a conferenze di alto profilo a Palazzo Bonacossi, ma l’occasione irripetibile di vedere riunite nelle sale del Museo di via San Romano, per la prima volta dopo circa tre secoli, un grande capolavoro dell’arte estense: le meravigliose sculture che componevano il sepolcro di Francesco Sacrati, un tempo in San Domenico e scolpito da Antonio Rossellino, affiancato dal fratello Bernardo.

Realizzato nel 1461 per la grandiosa e purtroppo perduta cappella di famiglia, un tempo decorata dagli affreschi di Cosmè Tura, il monumento dei Rossellino fu smantellato e parzialmente disperso: rimase in chiesa, nascosta dietro l’altare maggiore, la sola Madonna. La straordinaria ricomposizione – visibile dal 25 novembre al 2 giugno 2016 – ripropone l’originaria disposizione grazie al deposito temporaneo, a seguito del sisma del 2012, della Madonna col Bambino e al prestito del San Domenico da parte del Comune di Lugo, che si uniscono agli altri tre frammenti già presenti nelle collezioni del Museo.

Antonio Rossellino (1427-1479), interprete finissimo e perfetto, per riprendere la definizione di Vasari, dell’umanesimo fiorentino, è stato uno dei più grandi scultori italiani del Quattrocento. Il suo vivace ed elegante naturalismo, che a Ferrara troverà espressione anche in alcune porzioni del maestoso monumento sepolcrale di Lorenzo Roverella in San Giorgio fuori le mura (1475 circa), contribuisce ad arricchire la cultura figurativa dell’epoca caratterizzando in modo indelebile la formazione di molti artisti attivi a Ferrara, primo fra tutti Francesco del Cossa.