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Martedì 20 marzo alle 18, per il settimo appuntamento della rassegna I Concerti di Palazzo Bonacossi (via Cisterna del Follo 5, Ferrara) suoneranno Alessandro Perpich e Andrea Ambrosini per il Duo violino e pianoforte. In programma musiche di Bach, Saint-Saens e Strawinskij.

I Concerti di Palazzo Bonacossi nascono con l’intento di far riscoprire la musica da camera, nei suoi vari stili e diversi autori. Il ciclo di dodici pomeriggi musicali, a cadenza settimanale, è promosso dal Conservatorio Frescobaldi di Ferrara in collaborazione con i Musei Civici d’Arte Antica di Ferrara e il Comune di Ferrara. Da Mozart a Ravel, da Monteverdi a Debussy, la rassegna porterà a Palazzo Bonacossi un ricco repertorio con esibizioni dei docenti e di alcuni dei migliori allievi del conservatorio ferrarese. Tutti i concerti di Palazzo Bonacossi iniziano alle 18 e sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Andrea Ambrosini ha studiato con Daniel Rivera, Pietro Rigacci e Mauro Minguzzi. Si è perfezionato in musica da camera per pianoforte ed archi con il Trio di Trieste. Ha suonato in molte formazioni da camera e collaborato con solisti come i violinisti Roberto Ranfaldi ed Alessandro Perpich, la violoncellista Marianne Chen e cantanti come il contralto Sonia Prina, il soprano Cinzia Forte ed il mezzosoprano Evghenia Dundekova. Dal 1997 ricopre la cattedra di docente di Accompagnamento pianistico al Conservatorio Frescobaldi di Ferrara.

Alessandro Perpich, docente di violino al Conservatorio di Ferrara, ha intrapreso giovanissimo lo studio della musica sotto la guida del padre e si è diplomato a pieni voti e lode sia in violino al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, sia in viola al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Con Corrado Romano ha continuato gli studi al Conservatorio di Ginevra sino a ottenere nel 1992 il “Premier Prix de Virtuosité. Incide per Bongiovanni, EPR. È direttore artistico del Festival Musicale Savinese. Fondatore dell’ensemble d’archi “La Corte Sveva”, nel 2004 ha vinto il Premio Speciale della Fondazione Masi al Concorso Internazionale “G. Zinetti”. Suona su un Tommaso Carcassi del 1757 e un  Tommaso Landolfi 1750.

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