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Fino al al 2 maggio 2017 – COMACCHIO – Palazzo Bellini – via Agatopisto n. 3

Mostra “Lettere da Pompei” Archeologia della scrittura

Una mostra che nasce dalla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e si realizza grazie al prestito di affreschi e reperti proventi dagli scavi archeologici di Pompei.

Ingresso gratuito

Una mostra in collaborazione con il MANN di Napoli che si realizza grazie al prestito di affreschi e reperti provenienti dagli scavi di Pompei

Un nucleo di reperti appositamente selezionati dalla Direzione del Museo di Napoli illustrerà i diversi aspetti della pratica della scrittura e della comunicazione, tra segno ed immagine, rappresentando il fulcro ideale di un’esposizione mirata a delineare l’evoluzione del meccanismo della comunicazione, vista come massima espressione delle società umane.

Scopo dell’esposizione è quello di accompagnare i visitatori alla scoperta dell’evoluzione del linguaggio e degli strumenti della comunicazione dalle origini ai giorni nostri, in costante dialogo con i reperti pompeiani, che esemplificano uno degli apici delle forme di comunicazione del mondo antico declinate secondo formule, espressioni visive e contenuti che, nella loro diversità, contribuiscono a tracciare le linee di una compiuta società della comunicazione. Attraverso quattro sale sarà possibile percorre la storia della comunicazione e della scrittura attraverso i secoli. I pregevoli affreschi e i reperti del Museo di Napoli esemplificheranno diverse tematiche, l’apprendimento e l’esibizione della cultura, l’aspetto evocativo di segni e immagini, l’impiego quotidiano e il potere della parola in ambito religioso e politico. Il progetto di allestimento è volto a creare un ambiente immersivo ed emozionale, in cui il visitatore avrà la sensazione di entrare in veri ambienti pompeiani, riprodotti tramite stampe a tutta parete e pavimenti in stile romano imperiale.

Il progetto di allestimento

La prima sala (sala 1) è dedicata alle forme della comunicazione attraverso i secoli, seguendo un percorso circolare che, partendo dal simbolismo delle pitture rupestri, conduce alla scrittura (ideografica, alfabetica, manuale, meccanica) per ritornare nel mondo contemporaneo alle forme semplificate di comunicazione per simboli iconici (tag, “like”, emoticons, etc.). Si tratta di una panoramica di ampio respiro, illustrata mediante supporti multimediali, con un approfondimento sull’acquisizione e la pratica della comunicazione grafica e simbolica nella nostra Penisola e nel territorio di Comacchio in particolare.

Il cuore della mostra (sale 2 e 3) ospita il prezioso nucleo di affreschi, iscrizioni e oggetti provenienti dal Museo Archeologico di Napoli. Un allestimento mirato a ricreare le suggestive architetture e decorazioni delle città vesuviane, valorizzerà gli aspetti della scrittura e della comunicazione mediante approfondimenti tematici.

La seconda sala (sala 2), nell’ottica di un approccio didattico del tema, è dedicata all’apprendimento e alla diffusione dell’arte scrittoria, esemplificato dagli strumenti scrittori originali e illustrati su affreschi: tavolette, papiri, calamai per inchiostro evocano non solo la scuola e la scrittura, ma anche l’esibizione della cultura letteraria e filosofica come status symbol.

La terza sala (sala 3), che raccoglie la maggior parte degli affreschi, offre uno spunto di riflessione su tematiche di genere: alla scrittura e alla comunicazione visiva sono demandati tutti i concetti cardine della società, dal privato al collettivo, dalla tradizione mitologica all’espressione di sentimenti e di religiosità, fino alla propaganda politica. Le raffigurazioni di miti greci nelle versioni approdate a Roma attraverso la rivisitazione letteraria di Virgilio, Ovidio e Seneca, il livello di istruzione femminile, la partecipanza politica delineano una società colta e letterata, sempre al passo con le mode del tempo.

Con l’ultima sala (sala 4), dopo le suggestioni evocate dal potere figurativo per cui Pompei è celebre nel mondo, si torna alla dimensione locale, non meno carica di significati: l’unione tra immagine e scrittura, tra sacro e didattica, trova una perfetta sintesi in un dipinto che ritrae il martirio di S. Cassiano, patrono di Comacchio, insegnante presso una schola scriptoria e letteralmente caduto sotto i colpi di uno stilo.
Nella medesima sala, a chiusura di un percorso improntato all’evoluzione dei modi della comunicazione, un ultimo spazio sarà dedicato alla contemporaneità, attraverso il richiamo da una parte all’alfabetizzazione scolastica, dall’altra alla continuità del mezzo figurativo come veicolo culturale e sociale, esemplificato dal fenomeno della street-art.

 

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