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             Per la Stagione lirica 2017/2018 del Teatro Comunale di Ferrara, va in scena sabato 3 marzo alle ore 20, con replica domenica 4 alle ore 16, Il Trittico di Giacomo Puccini, capolavoro costituito dai tre atti unici Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi. L’opera presentata in coproduzione dai Teatri di Modena, Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara, è proposta nella ricorrenza dei 100 anni dal suo debutto, avvenuto nel 1918 al Metropolitan di New York e riprende l’allestimento firmato nel 2007 da Cristina Pezzoli. La direzione del Trittico è affidata ad Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e del Coro del Teatro Comunale di Modena preparato da Stefano Colò. Di grande qualità l’intero cast che vede impegnati a Ferrara nomi di assoluto prestigio quali Devid Cecconi e Svetlana Kasyan.

            Puccini concepì sempre questi tre atti unici come elementi distinti, ma parte integrante di un unico spettacolo, nonostante la presenza di soggetti e atmosfere tra loro profondamente distanti.

L’intera scena del Tabarro si svolge sulla chiatta di Michele, un barcone da carico dove gli scaricatori hanno appena concluso la giornata di lavoro. Giorgetta, la moglie del proprietario, ama Luigi, uno degli operai, e lo attende come ogni sera. Michele sorprende il giovane sul ponte della barca mentre cerca di incontrare la donna, lo uccide e lo nasconde sotto il tabarro prima di mostrarlo crudelmente alla moglie. In Suor Angelica si narra il dramma di una giovane di famiglia aristocratica, che sconta in un convento di clausura la colpa di aver dato alla luce un figlio illegittimo. Dopo sette anni di sofferenze e speranze, Angelica apprende la notizia della morte del figlio e, sconvolta, distilla un veleno con cui trova la morte. Gianni Schicchi, infine, si ispira una vicenda tratta dalla Divina Commedia (Inferno – XXX Canto): la famiglia di Buoso Donati interrompe bruscamente la veglia funebre quando scopre che il parente appena deceduto ha lasciato tutti i suoi beni in eredità ai frati. Chiamato in soccorso, lo scaltro Gianni Schicchi si finge Buoso e detta un nuovo testamento all’ignaro notaio.

            È la stessa regista a chiarire gli elementi cardine di questa produzione. “Oltre alla complessità del cast vocale, una delle questioni notoriamente più spinose per l’allestimento del Trittico riguarda il rapporto fra l’eterogeneità dei tre atti che hanno registri molto diversi pur in presenza di un filo rosso che li lega uno all’altro, a partire dalla musica. Per noi che vediamo con l’occhio di oggi ciò che accadeva negli anni di Puccini sotto il profilo delle dinamiche storiche e sociali – sottolinea Pezzoli – uno degli elementi più interessanti dell’opera è la crisi borghese e la lotta di classe, che corre trasversalmente lungo tutti e tre gli atti e che ho voluto mettere in evidenza nell’allestimento spostando l’azione dei tre atti nello stesso periodo storico in cui Puccini li compose, dominato da una decadenza di fondo, dalle conseguenze tragiche, di quegli anni”.

Questa lettura registica è sorretta molto bene dalle scene di Giacomo Andrico, dal disegno luci di Cesare Accetta ripreso da Andrea Ricci e dai costumi di Gianluca Falaschi che hanno il pregio di sottolineare la collocazione storica delle vicende e di essere in sintonia con lo stato psicologico dei personaggi. Tutti gli elementi visivi dello spettacolo contribuiscono, assieme all’ottimo cast, ad un risultato di forte impatto teatrale.

            Per il ciclo “Capire l’opera”, giovedì 1 marzo alle ore 17, alla Sala della Musica di via Boccaleone, il musicologo Daniele Spini introdurrà Il Trittico in un incontro aperto al pubblico.

 

            Info e vendita: biglietteria tel. 0532 202675, www.teatrocomunaleferrara.it

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